Piccoli segni di (in)civiltà

volante polizia 113 notte

volante 113

Ieri sera sono rientrato verso le 22 dopo una riunione di partito. Poco dopo sento l’allarme dei vicini. Lo tollero senza preoccuparmi per qualche minuto visto che è già capitato diverse volte che attacchi senza motivo alle ore più impensabili.
Dopo una decina di minuti inizio a preoccuparmi, di solito lo spengono dopo un po’!
Esco in strada, ci sono anche altri vicini affacciati al balcone ma nessuno è andato vicino alla casa.
Ci vado io: dai limiti del recinto non ravviso porte o finestre forzate, non si vedono fasci di luce (di una torcia elettrica), in poche parole non sembra esserci anima viva all’interno. Ingenuamente suono anche il campanello e ovviamente non risponde nessuno.

Dopo altri 10 minuti che l’allarme continua a suonare imperterrito vorrei tornarmene a casa per andare a dormire: “mission impossible” con quella sirena petulante.

Cosa avreste fatto voi? Io non conosco i proprietari, li saluto solamente se ci incrociamo e quindi non sapevo come contattarli.

Ho chiamato il 113, ho spiegato la situazione e loro nel giro di 15 minuti hanno fatto arrivare sul posto una volante.
Casualità ha voluto che uno dei due poliziotti sia amico di uno degli occupanti della casa, l’ha chiamato al cellulare e l’ha pregato di venire a spegnere la sirena. Prima di congedarmi i poliziotti hanno trascritto i miei dati sul rapporto e mi hanno ringraziato per la segnalazione.

Ritorno a casa e dopo una ventina di minuti l’allarme si spegne. Il proprietario era rientrato. Tutto finito bene.

Oggi però mi aspettavo (tipo questa sera) che qualcuno dei proprietari (età dalla quarantina ai 70-80) mi suonasse alla porta per dirmi qualcosa. Che ne so…per ringraziarmi che mi ero interessato per un possibile tentativo di scasso a casa loro, oppure per scusarsi perchè per l’ennesima volta l’allarme era partito inutilmente.

Invece ZERO!
Capisco che era mio dovere fare qualcosa, ma un “grazie” o un “mi scusi” non costano nulla.
Vista la frequenza di furti e furtarelli nelle case le forze dell’ordine è da tempo che predicano una sorta di solidarietà tra vicini, tenere d’occhio le case dei vicini quando non ci sono e segnalare movimenti sospetti. E fin qui basterebbe il buon senso, senza nulla togliere alla bontà dei consigli delle autorità di PS.
Ma se non ti prendi neanche il disturbo di attraversare la strada dopo che ho chiamato le guardie per casa tua, che speranza ho che tu dia un’occhio a casa mia?
Che (in)civiltà stiamo costruendo? Cosa trasmettiamo (trasmettete) ai giovani?

2 thoughts on “Piccoli segni di (in)civiltà

  1. Viva gli inglesi e i comitati di quartiere, creati proprio x guardarsi le case gli uni gli altri quando qualcuno é assente (sia ben chiaro, solo guardare e in caso di movimenti sospetti avvisare le autorità). In Italia non credo si possa realizzare a causa della mentalità sospettosa di noi italiani. Qualcuno si é azzardato a proporlo anche qui in Friiuli ma senza alcun seguito, anzi è stato mal visto. Suggerisco di riflettere sul fatto che in Inghilterra, dove istituito, ha fatto scendere i furti anche del 60%!!!

  2. Buondì a tutti, mi intrufolo. A me è capitato di abitare in condominio e in una casa con il cortile in comune ad altre 2 famiglie. Per mia grossa fortuna ho legato subito con i vicini, può capitare che ti serva il caffè, o una cipolla, ma questo è impagabile paragonato al fatto che se ti assenti di casa per qualche giorno c’è sempre qualcuno con l’orecchio teso e pronto a “buttare l’occhio”. Certo, questi rapporti vanno coltivati e dev’esserci disponibilità reciproca. Ovviamente, c’è anche la coscienza civica delle persone, non costa niente, notare qualcosa e segnalare, suonare il campanello, avvisare. Poi quando le tue intenzioni siano fra le migliori e, dall’altra parte non c’è neanche un grazie, ti chiedi “Perchè? Avrei potuto mettere i tappi alle orecchie e godermi il mio meritato sonno notturno”. Ora vivo nella casa con il cortile in comune, con i vicini che stanno a destra si va molto d’accordo, ma non sono gli unici vicini che ho. Il campo di mia proprietà confina con il giardino del vicino di sinistra…. una persona piuttosto sgradevole, ma diciamo “di vecchio stampo”. Il campo non è recintato ma, stando alle regole civili, non mi sono mai permessa di usufruire dei loro spazi. Devo dire che solo io la penso così, infatti il vicino, con la moglie, la figlia ed il cane, non si fanno mezzo problema a passeggiare nel nostro pezzo di terra, a farci giocare Fido e a permettergli di sporcare il nostro pezzo di terra. Di questi tempi, più di qualcuno mi dice di lasciar perdere, di non dire nulla perchè sono persone piuttosto strane, capaci di compiere gesti violenti. Mi chiedo però: perchè usi il mio giardino per i tuoi comodi, non vuoi sporcare il tuo? Pensi sia un parco comunale?? Io a 30 anni dovrei fare delle lamentele ed insegnare ad una donna di 40 anni, con i genitori di 65 cosa significa, convivenza civile e rispetto degli altri?
    Qua il mondo si è rovesciato.
    Scusate, sono logorroica.

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