Una buona idea

A proposito di sagre riporto un’articolo dei conduttori radiofonici Massimo Cirri e Filippo Solibello.
Secondo me una buona idea.

Se la sagra è solidale
Così Montepulciano si aiuta facendo festa

Sagre e feste tradizionali sono momenti importanti nella vita dei nostri paesi. Soprattutto per quelli più piccoli: li tengono vivi, aggregano le persone, attirano turismo. E poi, in paese, ci sono tutti i mesi tra una sagra e l’altra per riparlarne, fare bilanci, criticare quella porchetta un po’ troppo cotta o l’errore nell’ordine della birra che se prendevamo sei fusti in più la si finiva lo stesso di sicuro.
Per fare sagra o festa serve un motivo – il santo patrono, un prodotto tipico, una ricorrenza o un pretesto più o meno antico o anticato – poi l’associazione di volontariato che l’organizza, le cucine e i tavoli e tutto quello che serve per mangiare. Perché non si ha notizia di sagre e feste tradizionali dove non si mangia qualcosa. Di solito, invece, si mangia molto.
Perché festa e cibo sono legati da sempre, da quando il cibo non era sicuro che ci fosse proprio tutti i giorni e quindi quando c’era era una festa. La sagra si fa in piazza, è lì il suo bello. La piazza la concede il Comune, che ci mette pure il patrocinio. E fino a poco tempo fa ci scappava anche il finanziamento. Un contributo grande o piccolo – più spesso piccolo – all’associazione organizzatrice per far crescere la manifestazione.
Adesso, con la crisi economica che stringe le casse comunali, è difficile distribuire contributi. Ma feste e sagre si fanno lo stesso. Così a Montepulciano, provincia di Siena, patria del vino Nobile, il sindaco Andrea Rossi ha avuto l’idea di capovolgere il meccanismo: sagre e feste, con tutto il volontariato che c’è dietro, diventano motore di sviluppo sociale.
Funziona così: per ogni pasto servito a pagamento nelle sagre l’associazione organizzatrice versa un euro che finisce in un fondo di solidarietà. Per il 50% serve a finanziare lavori socialmente utili per chi si ritrova disoccupato a causa della crisi economica e non ha nessun ammortizzatore sociale. Con l’altro 50% si sovvenzionano i servizi sociali e il progetto Orchestra in Classe, che offre lezioni di strumenti ad arco per tutti, ma proprio tutti, gli alunni delle prime e seconde della scuola elementare.

sagre

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Comune e associazioni contano di tirar su nel 2012 tra i 70 e gli 80mila euro. Perché in un anno a Montepulciano, anche se conta 14.500 abitanti, si servono tra 70 e 80mila pasti in piazza.
Ogni anno in agosto c’è il Bravìo delle Botti, la festa più importante. Due uomini per ognuna delle otto contrade spingono una botte da 80 chili lungo le vie della città, in salita. Ma c’è anche la Festa del Motociclista, quella di Primavera, quella alla Madonna del Cerro, C’era una volta l’aia, il Campionato Italiano di Ruzzola, la Festa d’Estate, la Riscoperta dei Vecchi Mestieri, la Festa dello Sport, quella della Trebbiatura, quella di San Donato, e quella di San Lorenzo.
Poi il Palio dei Carretti, la Festa Biancorossa, la Festa dei Nonni, quella del Cibo di Strada, dell’Olio e delle Castagne, la Sagra dei Sapori d’Inverno e l’Antica Fiera di Sant’Andrea.
In totale, a Montepulciano, ci sono più di 200 serate all’anno in cui mangiare in piazza, facendo solidarietà. Buon appetito.
Massimo Cirri e Filippo Solibello

Fonte: www.consumatori.e-coop.it

Oleis – Festa dell’Olio e dintorni

Dal 25 al 27 maggio ritorna “Olio e Dintorni” (ottava edizione), la manifestazione dedicata all’olivo e all’olio d’oliva a Oleis* – Manzano (UD).

COME ARRIVARE A OLEIS

Guide all’assaggio, un convegno sulle tecniche di coltivazione dell’olivo, corsi di potatura, interventi sul rapporto tra l’olio e la nostra salute e tra l’ambiente e la qualità dell’olio; ma anche eventi culturali, mostre, musica, corsi di cucina per bambini, laboratori didattici fino al corso per imparare l’antica arte di fare il pane in Abbazia di Rosazzo: tutto questo nell’edizione 2012 di Olio e Dintorni – manifestazione nata dalla collaborazione tra la locale Associazione Arc Oleis & Dintorni e il Comune di Manzano, con il patrocinio della Regione con Ersa, Provincia di Udine e numerosi altri Enti – in programma dal 25 al 27 maggio 2012, come sempre nei suggestivi scenari di Villa Maseri a Oleis e dell’Abbazia di Rosazzo.

oleis olio e dintorni

Oleis olio e dintorni – VENERDI

L’edizione 2012 si aprirà venerdì 25 maggio alle ore 18.00 con l’inaugurazione dell’esposizione Olivarelli, una degustazione e un laboratorio alla scoperta delle caratteristiche sensoriali dell’olio extravergine di oliva. Ritorna la terza edizione del Premio Olio dell’Abbate, a cui aderiscono 17 aziende regionali. Il premio al primo classificato sarà consegnato domenica 27 maggio alle ore 13.00 ad Oleis in villa Maseri, in chiusura del convegno internazionale in programma nell’ultima giornata dalle ore 9.30.

Oleis olio e dintorni - pag.2

Oleis olio e dintorni – SABATO

Sabato 26 maggio alle ore 9.30, a Villa Maseri, appuntamento con l’ERSA regionale per la lezione di potatura e di coltivazione; alle 15 spazio al test sensoriale internazionale quindi il Corso di cucina per i piccoli chef e il convegno in Abbazia dal titolo “Pane buono? Istruzioni per l’uso”. Alle 19.00 sarà presentato il mensile QB, web media partner della manifestazione e poi spazio alla tradizionale Cena con il vignaiuolo (prenotazioni al numero 338 1473352).

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Oleis olio e dintorni – DOMENICA

Domenica 27 maggio, l’appuntamento è alle 8.30 con la 3a Marcia non competitiva “Atòr pai roncs di uelis e badie”, tra villa Maseri e l’Abbazia di Rosazzo, dove invece a partire dalle 14 si svolgerà un corso dedicato all’arte di fare il pane. Per chi ama la musica classica, inoltre, alle ore 11:30, nella Chiesa di San Giovanni Battista e San Nicolò di Oleis potrà anche assistere al concerto del Quartetto d’archi Vidolee. Per tutto il giorno continueranno le degustazioni, le esposizioni curate dall’Associazione culturalegno e gli appuntamenti per gli addetti ai lavori, come il covegno internazionale, in programma alle 9.30 a villa Maseri.

* PICCOLA CURIOSITA’: il toponimo “Oleis” deriva proprio da “olio” in quanto nell’antichità il territorio di Oleis era coltivato a oliveti dai frati benedettini di stanza nell’Abbazia di Rosazzo.

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